• Pedro Signor

LA MERKAVAH



La parola ebraica Merkavah, dall'ebraico הבכרמ (carro, biga), era considerata dai rabbini ebrei solo come il veicolo o l'involucro esteriore che conteneva le conoscenze esoteriche superiori.


Costituito da esseri viventi o creature, ognuna delle quali ha quattro o sei ali, due verso i piedi, due all'altezza del torace e due che coprono il volto, e quattro facce secondo le loro figure (di un uomo, di un leone, di un'aquila e di un toro).


Il profeta Ezechiele ne descrive la struttura parlando di ruote ed una lastra al di sotto; la descrizione del movimento di più ruote viene associata "all'andare ed al ritornare" degli angeli presenti nel Carro Celeste della Merkavah.


Anche il profeta Isaia ed il profeta Zaccaria scrissero a proposito di questa visione.

Nei testi di Qabbalah ebraica sono molti i cenni ad essa: le Chayyot vengono descritte assieme all'angelo Metatron ed all'angelo Sandalfon.


La mistica ebraica più antica, databile tra il secondo secolo a.C. ed il secondo secolo d.C., si sviluppò soprattutto nelle forme del commento al primo capitolo del libro della Genesi, Ma' sé Bereshit (Opera della Creazione), e al primo capitolo del libro di Ezechiele, Ma' sé Merkabah (Opera del Carro).


In seguito fu la Ma' sé Merkabah ad avere la maggiore diffusione tra le scuole mistiche e ad influire in modo determinante su tutto lo sviluppo successivo dell'angelologia ebraica.


La visione del Carro di Dio, sede della Kabod, della Sua Gloria, circondato dai Cherubini, o meglio dalle Chayyoth, le creature alate, con sembianza di uomo, di toro, di leone e di aquila, sarà la meta delle ascensioni mistiche dei devoti , gli Yoredeh Merkabah (coloro che discendono nella Merkabah).



Da queste esperienze nascerà la letteratura degli Hekhaloth, libri nei quali il visionario descrive le sale o palazzi celesti, attraverso i quali la sua Anima passa per raggiungere la visione del Trono di Dio.


Negli Hekhaloth gli Angeli hanno l'importante ruolo di custodi delle porte dei santuari, cantano le lodi di Dio, consentono il passaggio ed accompagnano coloro che sono trovati degni e meritevoli di giungere dinanzi alla Gloria di Dio.


Gli Angeli in questi testi hanno sembianze umane, diversamente dai Cherubini di Ezechiele e dai Serafini di Isaia; infatti vengono descritti come uomini alati.

Il servizio più importante che essi svolgono è quello di cantare, senza interruzione alcuna, le lodi di Dio:

Come la voce delle acque nel frastuono dei fiumi, come le onde del mare di Tarshish quando il vento del sud le percuote, così è il canto che risuona intorno al Trono della Gloria: esso esalta e loda il Re Glorioso. Un esercito di suoni e un grande fragore in cui molte voci assistono il Trono della Gloria per sostenerlo e rinforzarlo, quando Esso esalta e loda, il Possente di Giacobbe, come è detto: Santo, Santo, Santo.
Hekhaloth Rabbatì, IX

La Merkaba o Merkavah è il corpo di luce dell'essere umano secondo le antiche tradizioni. Dalla scuola esoterica egizia viene chiamato Mer-ka-ba, mentre dalla scuola kabalistica-ebraica viene chiamato Merkavah.


Nella tradizione egizia il Carro è un veicolo che l'essere umano si costruisce per evolvere ed ascendere a dimensioni superiori. In tutte le tradizioni si parla di "Carro di Fuoco".


Nella tradizione esoterica il Fuoco è l'Energia vitale o la Mente, intesa come Coscienza Universale che attraverso la Vibrazione (il suono) REN produce Energia che diviene sempre più densa fino a materializzarsi.


Il Carro è il Corpo di Luce o Merkavah che, come tutte le cose in natura, ha una conformazione geometrica. Quello umano ha la forma geometrica di un tetraedro a stella, ovvero di due tetraedri intrecciati.


Il Corpo di Luce, nella maggior parte degli esseri umani, non è formato completamente ed il lavoro pratico cui si sono sottoposti tutti gli iniziati e adepti è stato quello di fabbricare questo "Corpo di Gloria".


Essendo un corpo, anche la Merkaba è fatta di materia, emozioni e pensieri e mentre noi la vediamo come un'unica figura, essa in realtà è composta di tre corpi, ovvero di tre tetraedri a stella.


L'attivazione della Merkavah è uno strumento di trasformazione. La Merkavah rappresenta uno strumento per rimuovere le forze dell'Io trasformandole in sintonia con i livelli più elevati.


"Mer"significa Luce, "Ka"si intende Spirito, "Ba" significa corpo. Come esseri umani abbiamo un corpo fisico, un corpo emozionale ed un corpo mentale, che non vediamo separati ma fusi insieme; anche il Corpo di Luce ha una sua parte fisica, una emozionale ed una mentale fusi insieme, ma che durante la meditazione vanno presi separatamente.


Si diventa (alimenta) un Corpo di Luce, unione piramidale MER di KA e BA, esercitando la consapevolezza di Sé. La tradizione egizia ci dice che è grazie al ricordo ISIACO di Sè che noi possiamo ricomporre i 14 pezzi del nostro OSIRIDE, prendendo contatto con la nostra parte immortale.


Mettendoci nella posizione del TESTIMONE di noi stessi, attuiamo uno sforzo cosciente per svilupparci e "trasformarci" in Corpo di Luce.


Osiride dio egiziano, fratello e sposo di Iside; dal loro matrimonio nacque Horus . Tifone (dagli Egiziani detto Seth), fratello di Osiride, con un tranello lo catturò e lo chiuse in una cassa, che gettò nel Nilo. Iside ritrovò la cassa in un canneto del Delta e vegliò il corpo dello sposo morto, ma Tifone, mentre cacciava al chiaro di luna, scorse il cadavere e lo fece in tanti pezzi - 14 pezzi dice Plutarco - che sparse nelle paludi. Iside, con l’aiuto di Anubis , raccolse i pezzi uno a uno, ricompose il corpo di Osiride e lo seppellì a File o ad Abido. Osiride poi resuscitò, comparve a Horus e lo addestrò a lottare contro Tifone, che infatti fu vinto dal giovane dio. Osiride formava con Iside e Horus una triade sacra.

Il Corpo di Luce trasmigra da una individualità ad un'altra: non da un corpo fisico ad un altro. Morendo ci si spoglia del fisico, delle emozioni e dei pensieri, ovvero dell'ego contingente che abbiamo vissuto.


Ciò che resta è l'Io Essenziale, il Corpo di Luce, che può essere più o meno adulto.


Fonti:

Ricerca di Roberta Simini; Ricerca di Pietro Francesco Cascino Gruppo "Ars Regia H.P.B." Milano